Il Regolamento (UE) 2024/3110 ridisegna il quadro europeo dei prodotti da costruzione. La nuova disciplina sostituisce progressivamente il precedente Regolamento (UE) n. 305/2011 e punta a rendere più uniforme, digitale e verificabile la circolazione dei prodotti nel mercato europeo.
Per chi produce o impiega elementi prefabbricati in calcestruzzo, componenti strutturali e materiali destinati a essere incorporati stabilmente nelle opere, il cambiamento è rilevante: la documentazione tecnica diventa sempre più connessa a dati digitali, prestazioni ambientali, dichiarazioni di conformità e tracciabilità lungo la catena del valore.
Dal prodotto conforme al prodotto documentato
Il nuovo CPR conferma l’importanza della marcatura CE e delle specifiche tecniche armonizzate, ma amplia la prospettiva. L’obiettivo non è soltanto consentire la libera circolazione dei prodotti da costruzione, bensì fornire a progettisti, imprese, autorità e committenti informazioni affidabili e confrontabili.
La Commissione europea evidenzia che il CPR fornisce un linguaggio tecnico comune per valutare le prestazioni dei prodotti e permette agli utilizzatori di definire meglio le prestazioni richieste. Questo aspetto è centrale negli appalti evoluti, dove un componente non viene valutato solo per resistenza, durabilità o comportamento al fuoco, ma anche per dati ambientali e facilità di verifica.
Il ruolo del Digital Product Passport
Tra le innovazioni più significative vi è il passaporto digitale del prodotto. Il Digital Product Passport nasce per raccogliere, in formato standardizzato e accessibile, informazioni tecniche, ambientali e di conformità. L’obiettivo è aumentare trasparenza, ridurre oneri amministrativi e migliorare la tracciabilità.
Per il settore delle costruzioni, questo significa poter collegare più facilmente il prodotto fisico al suo set informativo: dichiarazione di prestazione e conformità, identificativi, istruzioni d’uso, documentazione tecnica, dati di sicurezza e informazioni ambientali. In prospettiva, tali dati potranno dialogare con BIM, fascicoli digitali dell’opera e sistemi di gestione patrimoniale.
Impatto sulla prefabbricazione in calcestruzzo
La prefabbricazione è uno dei comparti più direttamente interessati, perché combina produzione industriale, controllo di fabbrica, marcatura, logistica e posa in opera. Ogni elemento deve essere riconducibile a un processo documentato: materiali in ingresso, controlli, prestazioni dichiarate, destinazione in cantiere.
Nel nuovo scenario, le imprese dovranno rafforzare tre aree:
- gestione dei dati tecnici, con archivi coerenti e facilmente aggiornabili;
- tracciabilità di prodotto, dal lotto produttivo alla consegna in cantiere;
- integrazione digitale, per rendere le informazioni utilizzabili da progettisti, direzione lavori e stazioni appaltanti.
Una transizione da preparare per tempo
L’applicazione del nuovo CPR sarà progressiva, in funzione delle specifiche tecniche armonizzate e degli atti attuativi. Tuttavia, attendere l’obbligo formale rischia di essere una scelta inefficiente. La costruzione di banche dati tecniche, schede prodotto digitali e flussi interni di aggiornamento richiede tempo, coordinamento e formazione.
Per le imprese già abituate a sistemi di gestione qualità, controllo della produzione in fabbrica e marcatura CE, il passaggio può rappresentare un’evoluzione naturale: dalla conformità documentale alla gestione strutturata del dato di prodotto.